sabato 24 settembre 2016

domenica 3 ottobre 2010

Berlusconi: sovranità passata da popolo a pm"Finiani fedeli oppure si va alle urne"


Il premier, a Milano per la conclusione della festa del Pdl, attacca giudici e sinistra. Frecciate anche alla Jervolino e Casini


Parte con un affondo sulla giustizia l'intervento al Castello Sforzesco di Milano per la Festa della Libertà. "Se una legge non piace ad alcuni pm viene impugnata e presentata alla Corte Costituzionale formata da giudici di sinistra che, su pressione dei giudici di sinistra, abrogano le leggi che non gradiscono". Poi affondi alla sinistra, alla Jervolino per i rifiuti di Napoli e a Casini. Su Fli: "Fedeli oppure si va al voto".

domenica 21 febbraio 2010

Tony Maiello trionfa a Sanremo e a Castellammare esplode la festa


20/02/2010 - I botti risuonati nella notte di Castellammmare di Stabia hanno annunciato la vittoria cinque minuti prima della Clerici. Tony Maiello è il vincitore del sessantesimo festival di Sanremo nella categoria giovani promesse con la sua “Il linguaggio della resa”. Era da poco passata la mezzanotte, quando la conduttrice ha letto il verdetto finale della giuria. “Sono proprio contenta”. Ha detto Antonella Clerici sbirciando il contenuto della busta prima di annunciare il nome del vincitore.

Al suo ingresso sul palco Tony era già in lacrime: “Non riesco a crederci. Ringrazio tutte le persone che hanno reso possibile tutto ciò”. Poche parole con la voce di chi ancora non è perfettamente cosciente di ciò che gli sta accadendo. “Non ce la faccio”, dice sottovoce in dialetto guardando verso l’alto, verso il padre, Raimondo che da quando è iniziata la sua avventura nel mondo della musica non lo ha abbandonato un attimo. Raimondo autore di un curioso fuori programma, quando fuori di sè dalla gioia ha infranto tutti i protocolli ed è corso sul palco ad abbracciare il figlio sotto gli occhi stupiti della presentatrice.


“Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a rendere possibile la vittoria di mio figlio. E’ un’emozione inimmaginabile. Sono felicissimo”. Ha dichiara il padre Raimondo raggiunto telefonicamente subito dopo la proclamazione della vittoria di Tony. A casa sua in via Quisisana intanto la mamma Concetta, la sorella i parenti e gli amici stavano festeggiando la vittoria. La mamma ci risponde al telefono, una delle decine di telefonate arrivate in pochi minuti.

“Sono felicissima per lui - dichiara - perchè ha fatto tanti sacrifici soprattutto per partecipare a Sanremo e i suoi sforzi sono stati premiati. Ma io so che questo per lui sarà solo il punto di partenza perchè lui continuerà a lavorare sodo come ha fatto fino ad ora perchè lui ama la musica e ama scrivere canzoni”. Arrivato come out-sider sul palco dell’Ariston alla fine ha vinto l’edizione con un brano convincente, orecchiabile e una performance da artista consumato. Elegantissimo con il suo vestito nero e la cravatta si è esibito da artista consumato convincendo tutti.

Camorra, operazione contro il clan Graziano: 8 arresti


AVELLINO - 19/02/2010 - Un nuovo colpo è stato inferto al clan Graziano di Quindici (Avellino) con gli arresti di otto esponenti di spicco dell'organizzazione camorristica attiva nel Vallo di Lauro, nell'Avellinese, e in alcuni importanti centri della provincia di Salerno. L'operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Avellino, coordinata dal pm aggiunto della Dda di Napoli, Rosario Cantelmo, e dal pm del tribunale di Avellino, Francesco Soviero, è scattata nel cuore della notte ed ha portato alla cattura di Adriano Sebastiano Graziano, 43 anni, considerato uno dei capi emergenti del clan. Le ordinanze di custodia cautelare, firmate dal gip del tribunale di Napoli, hanno portato in carcere anche tre persone di San Paolo Belsito, Andrea Rubinaccio, 32 anni; Luca Galeotalanza, 24 anni; Jonatan Valeriano Rubino, 25 anni; Francesco Graziano, 28 anni e Alfonso Graziano, 54 anni, entrambi di Quindici; Francesco Manzi, 68 anni e Olindo Dalia, 44 anni, nato in Venezuela. Una nona persona, di cui non è stato reso il nome, è scampata all'arresto e al momento è ricercata. Le indagini che hanno preceduto il blitz, dopo quello che nel maggio del 2008 portò all'arresto di 23 affiliati dello stesso clan, sono cominciate nel 2007, all'indomani della scarcerazione di Adriano Sebastiano Graziano: il boss emergente aveva riorganizzato il clan intorno alla villa-bunker di Quindici (Avellino), dove viveva con la propria famiglia, base operativa del clan dove venivano organizzati e messi a punto i disegni criminali dell'organizzazione che si estendevano anche nei centri salernitani di Siano, Bracigliano, Mercato san Severino e Castel San Giorgio. Nel bunker di Quindici, Adriano Sebastiano Graziano presiedeva i summit e dettava i compiti per ognuno degli affiliati. In una occasione, si fece portare al suo cospetto un gioielliere di Lauro (Avellino) che vantava un credito di quattro mila euro costretto dal boss ad accettarne soltanto cinquecento. In particolare, il clan era particolarmente preoccupato per le rivelazioni che, nella sua qualità di collaboratore di giustizia, sta rendendo ai magistrati Felice Graziano, detto Felicione, e impegnato a mettere a punto strategie difensive e offensive nei confronti del clan rivale dei Cava. I proventi delle attività criminali, per oltre cinque milioni di euro negli ultimi ani, venivano direttamente gestiti da Adriano attraverso la fittizia intestazione di beni e denaro, acquistati da prestanome, ad una società, "La Nuova Fonte srl", amministrata a sua volta dal fratello Francesco Graziano e dalla sorella Carmela.

Lite in famiglia, tenta di accoltellare la nuora: 62enne arrestata


GROTTAMINARDA (AVELLINO)- 21/02/2010 - Un matrimonio che sta per finire e una suocera che non riesce a contenere la rabbia. Una storia che si consuma tra le mura domestiche, dove nervosa con sua nuora, al culmine dell'ennesima lite in famiglia, una donna di 62 anni ha impugnato un grosso coltello da cucina e ha tentato di aggredire la giovane donna che si sta separando dal figlio. E' accaduto a Grottaminarda, in provincia di Avellino, dove i carabinieri hanno arrestato la sessantaduenne con l'accusa di minacce aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Uno dei militari che ha fatto irruzione nell'abitazione della donna, e' rimasto ferito nel tentativo di disarmarla. La lite e' cominciata quando la nuora, accompagnata dal marito, stava portando via dall'abitazione alcuni oggetti e suppellettili di sua proprietà. Immediata la reazione della suocera che prima ha inveito, quindi ha lanciato contro nuora e figlio vasi di fiori e bottiglie, costringendo i due ad asserragliarsi in casa. Non solo, la 62enne ha anche squarciato tre gomme dell'auto della coppia.

Roma di misura sul Catania


La Roma si aggiudica la sfida dell'Olimpico contro il Catania e ottiene la settima vittoria consecutiva, rosicchiando altri due punti all'Inter. Decide il gol di Vucinic al 18' del primo tempo, il decimo stagionale. Il Catania non va oltre a qualche sporadico tentativo di Mascara e Llama, e Andujar si deve superare su De Rossi a fine primo tempo. Il resto è noia. Giallorossi a -5 dall'Inter, la missione scudetto

martedì 15 dicembre 2009

Maltempo sull'Italia Neve, gelo e acqua alta


Bora a Trieste, acqua alta a ROMA - Nevica sulle regioni centrosettentrionali tra Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo e Marche. Maltempo anche al Sud, con grandinate e nevicate in Calabria. Lo rende noto l'Anas, che assicura che mezzi e personale sono impegnati incessantemente su più fronti per garantire la percorribilità delle strade e la sicurezza degli automobilisti.

Non si registrano particolari disagi, se non dei rallentamenti in Toscana sulla statale 12, nelle Marche rallentamenti per ghiaccio sulla statale 73bis, e per neve sulle statali 685 e 77, in Abruzzo rallentamenti per neve sulla statale 17 e sulla statale 80. Forti grandinate e maltempo in Calabria sulla statale 108bis. sulla statale 179dir, nevica sulla statale 177. L'Anas ricorda che in caso di nevicata in corso, è sempre obbligatorio, su tutta la rete, il transito con catene montate o pneumatici da neve, raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l'informazione sulla viabilità e sul traffico è assicurata attraverso il sito Anas www.stradeanas.it e tramite il numero unico 'Pronto Anas' 841.148.

BORA A TRIESTE (155 KMH), -15 SUL MONTE LUSSARI
Raffiche di bora a Trieste, fino a 155 kmh, secondo le rilevazioni dell'Istituto Nautico del capoluogo giuliano, e temperature polari fino -15 sul monte Lussari, caratterizzano l'ondata di maltempo che da ieri investe il Friuli Venezia Giulia. La raffica di bora a 155 kmh è stata registrata dall'Istituto Nautico alle 9:01 di stamani, ma è da ieri che il vento spazza la città con disagi per la caduta di rami, insegne e tabelle; oltre una trentina le richieste d'intervento ai Vigili del fuoco. Secondo le previsioni dell'Osmer, la bora comincerà ad attenuarsi solo a partire da domani, mentre le temperature resteranno basse per tutta la settimana.

GENOVA: RIAPERTI TERMINAL SECH E VTE PER VENTO FORTE
Sono riprese le attività ai terminal Sech e Vte in porto a Genova, chiusi stamani a causa delle forti raffiche di vento. Le direzioni dei due terminal si riservano comunque di chiudere di nuovo, anche in modo temporaneo, a seconda delle condizioni del vento. I terminal Sech e Vte era stati chiusi stamani causando disagi alla circolazione stradale vengono segnalati nel ponente cittadino dalla polizia municipale a causa dei camion incolonnati diretti ai due terminal chiusi.

VENEZIA: MASSIMA MAREA +100 CM,ACQUA ALTA 5% CITTA'
Il fenomeno dell'acqua alta si è ripresentato, stamane, a Venezia quando la punta massima di marea ha toccato i 100 centimetri sul medio mare. Secondo il centro maree del Comune di Venezia si tratta di una "mare sostenuta" definita codice "giallo" quarto valore su una scala fino a sei. Con la massima a 100 centimetri sul medio mare l'acqua alta ha interessato circa il 5,17% della città storica, quindi le parti più basse a cominciare da Piazza San Marco.
Venezia. A Genova riapertii terminal del porto

Corona non va in tv, D'Urso infuriata


L'agente dei paparazzi, atteso in studio, dà forfait
La conduttrice: «Non sei un uomo d'onore»

Barbara D'Urso e Fabrizio Corona

Fabrizio Corona non si presenta in studio. "Ha male ad una mano" fanno sapere alla conduttrice. E lei, Barbara D'Urso, va su tutte le furie dicendo: «Corona tu dici di essere un uomo d'onore? No gli uomini d'onore sono ben altri...». La primadonna di «Domenica 5» ha annunciato agli spettatori di aver saputo solo pochi minuti prima della messa in onda del forfait dell'agente fotografico, in settimana condannato in primo grado dal tribunale di Milano a 3 anni e 8 mesi. «Corona doveva essere nostro ospite - ha sbottato la presentatrice napoletana - per un lungo dibattito che sarebbe dovuto durare un'ora e mezza. Mi hanno detto che ha chiamato una sua segretaria per dire che ha un'infezione alla mano. Noi avevamo un regolare contratto, abbiamo lavorato a lungo su questo dibattito e lo faremo lo stesso, con gli ospiti in studio. Corona fa tanto il duro e poi si ferma per un'infezione alla mano? Allora gli voglio dire: dice di essere un uomo di onore...per me gli uomini d'onore sono altri. Sono arrabbiata - ha concluso - perchè è una grande mancanza di rispetto nei confronti di chi ha lavorato molto».

IN STUDIO INTERVIENE LA MAMMA DI FABRIZIO - Finita qui? Certo che no. La concitata domenica di Canale 5 è proseguita con una telefonata (non prevista, a quanto pare) di Gabriella, madre di Fabrizio Corona e vedova del giornalista Vittorio, che ha difeso il figlio a spada tratta. «Se mio figlio oggi è diventato quello che è lo deve a chi ha costruito questa gioventù». «Io non condivido molti comportamenti di mio figlio, e questo lo sa tutta l'Italia però mio figlio, nel fondo del suo cuore, è sempre stato un bravo ragazzo. E se è arrivato a questo punto lo devo perchè ha fatto il carcere ingiustamente». «Sono stanca - ha aggiunto - di sentire tutti i giorni, da anni, le trasmissioni su Fabrizio senza tener conto che c'è una famiglia in casa che ha una identità e che merita del rispetto; io vedo mio nipote, mio figlio, mia nuora sempre su tutti i giornali, e sono stanca di tutta questa situazione». «Sicuramente - ha concluso . io non sono stata una brava madre se mio figlio si comporta così male. Non bisogna giudicare gli altri senza sapere cosa c'è nelle famiglie».

Gf10, Mattia tre settimane bastano


E' lui l'eliminato. George protagonista
La cosa sicuramente più bella dell'ottava puntata del Grande Fratello è lo spacco vertiginoso dell'abito color argento di Alessia Marcuzzi. Certo, le sorprese non sono mancate: Ad uscire dall Casa dopo 21 giorni è Mattia. Grande Fratello chiede agli inquilini di eliminare un altro concorrente: è Daniele, poi fatto rientrare grazie al televoto. In nomination Marco, Tullio e Carmen. George protagonista assoluto della prima parte dello show.

George e Maicol (e le loro bugie)
Prima sorpresa per tutti è il viaggio a Parigi di George e Maicol: nessuno nella Casa sa che i due non sono stati nel tugurio ma a Parigi (per un giorno).Parte un rvm in cui è possibile vedere George e Maicol nella città più romatica del mondo. Ma questo non è importante, è importante vedere le facce basite dei compagni di reality: Mara, Carmela, Cristina tutte con gli occhi sbarrati mentre osservano i due sotto la torre Eiffel, a passeggio sugli Champs Elysées ecc ecc. Poi c'è l'annuncio della sorpresa per loro: il Gf ha organizzato una cena a lume di candela a base di champagne. Ma anche in questo caso devono avere le bocche cucite.


George e Carmela
Secondo argomento della serata, è il rapporto tra George e Carmela. La Marcuzzi si collega con la Casa dove si vedono immagini di loro che si coccolano, chiacchierano, ridono, ecc ecc. Ma a questo punto, la Marcuzzi fa alcune domande alla bella catanese e le chiede perché "Si sente completamente sua". Carmela non risponde e sorrride. Poi la presentatrice continua chiedendole: " Ma ti sei innamorata?" Cala il silenzio nella Casa i due inquilini si guardano imbarazzati.

George e Lenka
George è sempre al centro dell'attenzione per ora. Il Principe sta per essere posto davanti ad una lettera che ha scritto e dedicato ad una donna di nome Lenka. Questa bionda signora è in collegamento con Alessia e spiega di essere stata innamorata di George e di aver avuto una relazione con lui. Poi l'incontro nella Casa divisi dalla solita barriera di vetro. Lei: "Mi hai detto un fracasso di bugie, mi hai illuso e mi hai deluso". E via a a rinfacciargli tutte le menzogne a cui ha creduto: "Sei un falsone". Il ragazzo nega tutto, il clima si fa teso. George va al contrattacco: "Vuoi farti solo notare, io ho già pagato il mio errore io amo solo Carla". E poi spiega di voler risolvere tutto con la sua compagna e sa che solo a lei deve delle spiegzioni.

Eliminazioni: fuori Mattia
Il primo a sapere che è salvo è Danierle, poi tocca a Cristina. Rimangono Mattia e Mara. C'è grande agitazione, Carmela è disperata non vuole perdere Mara ("Ti amo" le dice), anche Alberto è molto legato alla fanciulla. Sembra di essere all'oratorio, tutti che si vogliono bene, tanto bene. Poi, finalmente il risultato. Ad uscire dopo solo 15 giorni è Mattia. E nessuno sembra versare lacrime.

Berlusconi: "Grazie per l'affetto"


"Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio": questo il messaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che appare sulla prima pagina del sito ufficiale del Pdl (www.pdl.it). Sul grande banner anche l'invito ad andare sul sito Internet www.forzasilvio.it dove è possibile inviare un messaggio al premier.


Bollettino della seconda giornata finalmente più rassicurante e messaggio del premier sul sito del Pdl dove, a parti straordinariamente invertite tra chi è stato vittima e chi augura alla vittima di ristabilirsi, rincuora e incoraggia il suo popolo anch'esso ferito e sanguinante a non mollare mai.

La cronaca: secondo quanto comunicato dall'ospedale San Raffaele dove il premier è ricoverato al settimo piano, le condizioni del premier migliorano. Il dottor Zangrillo, come sempre solerte e puntuale nei suoi incontri con la stampa, ha comunicato che il presidente del Consiglio Berlusconi verrà dimesso nella giornata di domani, ma se ne raccomanda per le prossime due settimane un regime di impegni e incontri pubblici molto, molto limitato per non affaticare il paziente.

Uno striscione è apparso questa mattina di fronte all'entrata dell'ospedale, confezionato dai tifosi della curva sud del Milan su cui campeggiava la scritta: "Forza presidente".

Riassumento: dopo il trauma fisico e lo shock psicologico le condizioni cliniche del paziente non destano particolare preoccupazione, anche se Zangrillo ricorda che "permangono i dolori legati alla sintomatologia dolorosa e, in particolare, alla riacutizzazione della cervicalgia che nei mesi precedenti aveva afflitto il presidente".

Tra i tanti che hanno espresso solidarietà e auguri di pronta guarigione al presidente spicca la testimonianza di Don Luigi Verzè, presidente della fondazione San Raffaele che pur rimarcando quanto sia stato difficile per il premier "anche solo accettare quanto è il frutto dell'odio", ha apprezzato la fibra e il coraggio di combattente di Berlusconi . "E' un uomo ottimista che vuole tornare a lavorare subito", ha detto Don Verzè, anche se in questi giorni, ha precisato, il premier non si è mai fermato dall'incontrare ministri e uomini politici.

sabato 7 novembre 2009

Ideal Costruzioni



Benvenuti nel Blog Ideal Costruzioni blog dedicato ai lavori di Ideal Costruzioni situata in Boscoreale NA.La ditta Ideal Costruzioni è nata da oltre 10 anni e fin ora ha completato migliaia di lavori.
Tra i lavori piu importanti ricordiamo alcuni ristoranti del luogo,che hanno ristrutturato i loro locali.Ideal Costruzioni effettua tutti i lavori cementizi e di pittura esterna e interna.
Il titolare e Patrizio Mastroianni,teniamo molto alla nostra attivita,siamo pronti ad accontentare tutti i nostri clienti.
Proponiamo prezzi di concorrenza a tutte le ditte edilizie,con rispetto e stima dei titolari.
Siamo molto vicino ai problemi della gente quindi prezzi modici accessibili a tutti.
Effettuiamo preventivi on line gratis.
Adoperiamo nuovi sistemi edilizi per risolvere i piu svariati problemi che assillano le persone.
I nostri recapiti sono:
Email:patrizioidealcastruzioni@live.it
Cell:3392552504
tel:0818582212

mercoledì 4 novembre 2009

Gf10, il percorso di Gabriele



Fino a tre anni si fa si chiamava Elettra Belli, ma il desiderio di trasformarsi in Gabriele lo aveva già da tempo, forse da sempre, tanto che un giorno decise di rivelarlo alla mamma promettendole che sarebbe diventata uomo. Così, il concorrente trans del Grande Fratello racconta il suo percorso in un'intervista al settimanale Chi, documentato con tanto di foto di "com'era" Elettra.

"Tre anni fa ho rotto la corazza e sono uscito dal guscio. Ho abbandonato il mio corpo di femmina e sono diventato un uomo, anzi quasi un uomo". Sono le parole di Gabriele, ex Elettra, che non nasconde la sua tanto desiderata trasformazione: "Il seno l'ho ridotto - racconta - i capelli accorciati. Ora sto bene e soprattutto mi sento realizzato quando mi accarezzo la barba".

Fidanzato con una ragazza con la quale convive, Belli non nasconde un altro sogno nel cassetto: "Voglio diventare padre e crescere mio figlio - confida a Chi - E' un percorso difficile, dovrò sottopormi a tanti interventi dolorosi, ma sono fiducioso. Il mio percorso mentale non finirà mai e spero che mia madre lo capisca".

La stessa mamma,. alla quale, l'allora Elettra confidò la sua esigenza di essere altro: "Le ho detto che non ce la facevo più a stare in quel corpo". Lei mi ha risposto: "Perché mi vuoi sfidare?"

Anche il segretario di Stato critica la sentenza. Il ministro Ronchi annuncia che nessuno toccherà il simbolo religioso




I crocefissi cattolici vanno tolti dalle aule scolastiche. Lo stabilisce la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo nella sentenza su un ricorso presentato da una cittadina italiana, che andrà risarcita dall'Italia con 5mila euro. Per la Corte la presenza di questi simboli costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione". Il governo italiano ha fatto ricorso.



Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, madre di due ragazzi, nel 2002 aveva chiesto all'istituto statale "Vittorino da Feltre" di Abano Terme (Padova), di togliere i crocefissi dalle aule frequentate dai suoi figli. Nei ricorsi davanti ai tribunali in Italia aveva sempre perso. Ora, i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione. La sentenza, rende noto l'ufficio stampa della Corte, è la prima in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche.

Il governo italiano presenta ricorso
La reazione dell'Italia è stata immediata. "Il governo ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo" ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.

Gelmini: "Nessuno può toglierci le nostre tradizioni"
Il ministro dell'Istruzione commenta poi la sentenza: "La presenza del crocefisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d'Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi". "Nel nostro Paese - aggiunge Mariastella Gelmini - nessuno vuole imporre la religione cattolica, e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. E' altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità". Poi, ancora: "Non è eliminando le tradizioni dei singoli Paesi che si costruisce un'Europa unita, bisogna anzi valorizzare la storia delle nazioni che la compongono".

Virus A/h1n1, l'Oms: "Vaccinatevi"

lunedì 2 novembre 2009

IDEAL COSTRUZIONI di Mastroianni Patrizio



Benvenuti nel Blog Ideal Costruzioni blog dedicato ai lavori di Ideal Costruzioni situata in Boscoreale NA.La ditta Ideal Costruzioni è nata da oltre 10 anni e fin ora ha completato migliaia di lavori.
Tra i lavori piu importanti ricordiamo alcuni ristoranti del luogo,che hanno ristrutturato i loro locali.Ideal Costruzioni effettua tutti i lavori cementizi e di pittura esterna e interna.
Il titolare e Patrizio Mastroianni,teniamo molto alla nostra attivita,siamo pronti ad accontentare tutti i nostri clienti.
Proponiamo prezzi di concorrenza a tutte le ditte edilizie,con rispetto e stima dei titolari.
Siamo molto vicino ai problemi della gente quindi prezzi modici accessibili a tutti.
Effettuiamo preventivi on line gratis.
Adoperiamo nuovi sistemi edilizi per risolvere i piu svariati problemi che assillano le persone.
I nostri recapiti sono:
Email:patrizioidealcastruzioni@live.it
Cell:3392552504
tel:0818582212












sabato 31 ottobre 2009

Al diavolo Halloween!


L’aveva notata all’ingresso della facoltà, mentre con una mano reggeva stretti al petto gli enciclopedici appunti di Simona, intenta ad accendere l’ennesima sigaretta, e con l’altra tastava il ciuffettino di barba, appena sotto l’orecchio destro, dimenticato per la troppa fretta.
Poi tutto era venuto da sé: scambio di sguardi, lei che si trattiene disinvolta più del dovuto davanti al calendario d’esami, sorrisini, ma si dammi una sigaretta anche a me che ancora è presto, ma non avevi smesso di fumare, la conosci quella ragazza che frequenta il tuo corso, si certo è la cugina del mio ex, occhiate eloquenti prima di entrare in aula.
Al resto ci aveva pensato Simona, anche se, Roberta, così si chiamava, aveva manifestato profonda complicità:
Che fai ad Halloween, caffè e sigaretta, stiamo organizzando all’Arcadia ti do gli inviti porta gente, io non ci sarò magari lo dico al mio amico di stamattina, carino l’amico tuo, ma non lo vedo spesso, dai lo chiamo io più siamo meglio è, e compagnia bella.
Ecco il numero. Ed il gioco è fatto.
Era andata, era solo da amministrare bene la situazione adesso.
Novantesimo minuto sopra di due gol.


- Quando le ho detto che non avevi un cellulare, e che ti avrebbe dovuto chiamare su un numero fisso per darti gli inviti si è messa a ridere, ed avrà sicuramente pensato che sei l’unico idiota che nel 2004 ancora non ha un cavolo di cellulare. Ma tranquillo, non le ho detto che scrivi battendo a macchina perché odi il computer e che ascolti la musica tassativamente su nastro e su vinile. Quanto sei strano lascio che sia lei a scoprirlo, anche se comunque Roberta è una che non va tanto per il sottile. –


Il dito che affonda sul tasto, l’asta che batte sulla carta imprimendo la lettera sul foglio, il rumore metallico della leva per andare a capo…
Scrivere al computer non avrebbe potuto mai e poi mai donargli queste sublimi sensazioni, e Luca non avrebbe mai e poi mai rinunciato a questo piacere viscerale. Come d’altronde, quando con meticolosa precisione appoggia la punta del giradischi tra i solchi del vinile, e ogni tanto dalle casse arriva uno leggero scricchiolio, perchè magari il disco non è più nuovo come una volta.
Rolling Stones, You gotta move, stasera ci sta tutta, questo credo debba aver pensato Luca, abbassando leggermente il volume e piazzandosi davanti alla macchina da scrivere.
Tanto il telefono era lì, ben in vista sul mobiletto frontale, doveva solo squillare, lui avrebbe alzato la cornetta e domani festa di Halloween con la tipa. Non si sentiva tagliato per queste cose a dire il vero, ma si sa, le persone che ci colpiscono veramente sono quelle che ci fanno fare le cose più assurde. Poi Halloween tutto sommato non è mica andare al Carnevale di Venezia con mascherine e coriandoli, o vestirsi da Babbo Natale il 25 Dicembre. Di certo non ci sarebbe andato in giacca e cravatta, ma una telefonata a Simona e tutto sarebbe andato liscio. Lei avrebbe risolto come sempre i suoi problemi.
Certo, l’unico problema al momento era il telefono, che non ne voleva sapere di squillare. E squilla dai…Ma si, meglio mettersi a scrivere un pò, che quando c’è l’adrenalina dentro, vengono fuori le cose migliori.
Che poi questa Roberta era proprio bella. Poi se ci aggiungiamo il profilo da divoratrice di uomini emerso dai discorsi di Simona, ce n’era abbastanza per esaltarsi. Alta quando basta, viso acqua e sapone, occhiali da donna in carriera, formosa quando basta, e anche qualcosa in più. A dirla proprio tutta, se proprio era il caso, valeva anche un travestimento da Uomo Lupo o da Conte Dracula. Dai forse anche da Power Ranger…
Ecco il telefono che squilla, un colpetto di tosse con la mano pronta ad alzare la cornetta, e via.
- Pronto? –
- Pronto? –
Una voce maschile. Oddio, chi è questo ora, pensò Luca. E poi “pronto” lo dico io casomai…
- Come pronto? Scusi chi è lei? –
- Chi sono io? Lei chiama ed io dovrei dirle chi sono? Lei dovrebbe dirmi chi è giovanotto! Funziona così, sa? –
- No guardi, io ho sentito squillare il telefono, ho alzato la cornetta e ho detto “pronto”, credo che funzioni bene anche così…-
- Ah, lei mi sta prendendo per pazzo quindi? –
- No, no non mi permetterei…-
- E invece è questo che lascia intendere, sa? –
- Guardi, mettiamola così, ci sarà stata un’interferenza, abbassiamo la cornetta, e chiudiamola qui…-
- Ma ce n’è gente pazza in questo mondo, sa? –
Luca non fece in tempo a dire niente, il tizio aveva chiuso rapidamente la chiamata. Restò un paio di secondi pensieroso con la cornetta all’altezza dell’orecchio dalla quale ora gli giungeva solo il ritmato “tu..tu..tu..tu”. Abbassò e si rimise a sedere davanti alla macchina.
Primo colpo di tasto, seconda telefonata.
Stavolta era lei dai…
- Pronto? –
- Pronto? –
- Oddio…-
- Giovanotto non è per niente divertente, sa? –
- Guardi, le assicuro che il mio telefono ha squillato, io ho alzato la cornetta e mi sono ritrovato di nuovo lei…ma non è che sbaglia a comporre il numero? –
- Comporre il numero? ma guardi che io non compongo un bel niente, sa? E’ lei che mi chiama, io mi limito solo a rispondere, sa? Ma questo gioco non è più divertente, mi vuole dire cosa vuole da me? –
Luca sbuffò, appoggiò la cornetta per un paio di secondi sulla spalla e si passò una mano sulla fronte. Poi riprese con tono pacato.
- Senta signore, lei dice di non aver chiamato, io le assicuro che ho fatto altrettanto…beh, c’è qualcosa che non va evidentemente...le ripeto, magari un’interferenza…com’è il suo numero scusi? -
- Giovanotto non credo alle sue fantasticherie, sa? Lei non prende in giro nessuno! E poi il mio numero lo sa benissimo visto che continua ad importunarmi! –
- Senta… per favore…aspetto una telefonata importante, lasciamo perdere. Stia tranquillo, domani chiamo i tecnici della Telecom e faccio dare un’occhiata…più di questo non so davvero cosa dirle…-
Il tipo riattaccò prima che Luca potesse finire. E lui fece di conseguenza.
Rimase stordito a fissare l’apparecchio. Alzò la cornetta e la riportò all’orecchio. Tutto regolare. Almeno dava questa impressione. Doveva sincerarsene però.
La rialzò e compose velocemente un numero. Dava libero. Oddio e se risponde quel tipo…
- Pizzeria Galaxy Express, buonasera –
Luca tirò un sospiro di sollievo.
- Ciao sono Luca, scusa cercavo Simona, ci sta? –
- No guarda, Simona oggi riposa, mi dispiace…-
- Va bene fa niente, ciao scusa –
Lo sapeva che Simona il Giovedì riposava, ma doveva pur provare il telefono.
Si tranquillizzò un pò e si diresse verso il frigo in cucina per un sorso d’acqua.
Prese la bottiglia, ma prima che potesse avvicinarci il muso la ripose nell’apposito scomparto del frigo. Il telefono squillava.
Dai prima aveva funzionato.
- …Pronto?....-
- Pronto un bel niente giovanotto, chiamo i carabinieri, sa? Ma chi crede di prendere in giro? Mi dica il suo nome che sporgo subito denuncia, sa? –
- Stefani Luca, Via Legnano, 12. Mi denunci pure. – disse risoluto, per nulla intimorito.
- Signor Stefani Luca, le faccio passare abbastanza guai se questa storia continua, sa? –
- Senta…le torno a ripetere…sto aspettando una telefonata abbastanza importante…se proprio pensa che sia io a chiamarla metta il telefono fuori posto e vada a letto, oppure mi denunci…faccia un po’ come crede. –
- Mettere il telefono fuori posto io! Ma lei…-
Luca riattaccò.
Scosse la testa, pensando che fosse davvero bizzarro quello che stava succedendo, ma l’indomani avrebbe chiamato davvero la Telecom, e più sarebbero stati i soldi che gli avrebbero scucito, più sarebbe risultata razionale la soluzione.
La gola gli bruciava, prima aveva alzato un po’ il tono, e per giunta non era riuscito ancora a placare la sete. Pensò alla sigaretta della mattina, che forse aveva accentuato il mal di gola che lo perseguitava da un paio di settimane, e come al solito, conciliò con la sua coscienza che sarebbe stata davvero l’ultima stavolta.
Aprì il frigo, e senza abbassarsi fece per tirare su la bottiglia dell’acqua dallo scomparto. Poi ci ripensò, si calò a verificarne il contenuto, e con enorme soddisfazione notò che un brick da 200ml di succo alla pesca era ancora in fondo, ben mimetizzato. Mentre allungò la mano per tirarlo via, squillò inesorabilmente il telefono. Colto di sorpresa, battè la testa, il pezzo di grana vicino al brick cadde sul recipiente celofanato della passata, il recipiente di vetro cadde sulle bottiglie del latte, rigorosamente anch’esse di vetro, e le bottiglie di vetro, unite a tutto il resto, si infransero per terra. C’era talmente tanto di quel vetro sparso che per un attimo pensò di essere passibile di denuncia da parte di quelli della raccolta differenziata.
Con la mano sulla testa a saggiare il bozzo che si era procurato, si voltò verso il telefono che continuava a squillare. Con una breve rincorsa, degna del miglior Roberto Carlos, diede per rabbia un calcio ad un collo di bottiglia rotto con l’etichetta del latte ancora attaccata per metà, facendolo finire sotto il divanetto, e si precipitò di corsa nell’altra stanza.
Si fermò davanti al telefono. Si passò l’intero braccio sulla fronte ad asciugare il sudore, e si morse il labbro inferiore, mentre faceva scivolare lentamente la mano sulla cornetta, con la stessa prudenza di chi deve disinnescare un ordigno. Ma si, alziamola.
- Pronto! – Deciso.
- Pronto? –
- Eh… Pronto…buonasera, scusi l’orario innanzi tutto…cercavo Luca…Luca Stefani…è in casa? Sono Roberta…-
- Sono il padre signorina Roberta, mi dispiace Luca non è in casa, sa? -
Luca resto con la cornetta incollata all’orecchio a bocca aperta, chiudendola ogni tanto per pronunciare invano la parola clou della serata. Pronto.
Non che le telefonate di prima non sconfinassero nell’irrazionale, ma questa andava ben oltre. Ascoltava un’assolutamente improbabile telefonata tra il signore di prima e Roberta. Senza poter intervenire per giunta. Ma che storia è mai questa pensò…
- Gli può dire di richiamarmi? Sempre che non torni eccessivamente tardi s’intende…in alternativa di passare in facoltà domattina…così gli consegno i biglietti per la festa di domani sera all’Arcadia…-
- Roberta, mi dispiace tanto, sa? Luca sta via tutta la settimana ( Luca, in devoto ascolto, diede un pugno al muro facendo cadere il quadretto di nonna Adele, posto sapientemente da sua madre sopra il telefono. Mandandolo in frantumi naturalmente…) Sa com’è, è andato a trovare la ragazza in Sicilia, si dovrebbero sposare presto se tutto va bene…-
Luca si mise quasi a piangere, mentre continuava a disperdere vetro per tutto il pavimento, fin dove si poteva spingere la furia dei suoi calci.
- Ma lei davvero è il padre? Ha una voce così giovanile…-
- Beh Roberta, sa… da quando la madre di Luca è scappata con un africano, ho cercato di mantenere una linea giovane sia nello stile di vita che nell’aspetto –
- Ma si, ha fatto benissimo! E poi scommetto che è anche un gran bell’uomo! -
Roberta liberò una risatina, tanto maliziosa che fece ribollire di rabbia il sangue nelle vene di Luca.
- Ma perché non ci viene lei all’Arcadia domani sera? Mi farebbe così tanto piacere conoscerla …-
tu.. tu..tu..tu...tu..tu..
La linea era caduta di colpo. Proprio sul più bello. Sul più bello si fa per dire.
Luca abbassò e rialzò la cornetta, ma niente, dava libero come d'altronde doveva essere.
Il cellulare di Simona era irraggiungibile, e per giunta doveva dare una generica sistemata al casino che aveva combinato.


- Ho capito quale Roberta dici, ma stamattina mi sa che non è venuta a lezione –
La ragazza cicciottella e saputella, guardò Luca sistemandosi gli occhiali sul naso, con un’aria di velata commiserazione, come per dire, ma che ci perdi tempo a fare dietro a quella.
Non era andata a lezione. E doveva essere davvero così se lo diceva la ragazza cicciotella e saputella che Luca incrociava a qualsiasi ora, in qualsiasi aula, a qualsiasi lezione, a qualsiasi esame. Come facesse ad essere ovunque se l’era sempre chiesto. Un mistero tanto celato che a confronto il Triangolo delle Bermuda gli appariva come un rebus della Settimana Enigmistica.


- Si signora, va bene quella…quanto le devo? –
Dai, la maschera di Michael Myers era adattissima. 20 euro spesi bene. E non solo perché cadeva a pennello, in pieno clima Halloween, ma soprattutto perché così sarebbe potuto rimanere in jeans, senza ricorrere a travestimenti molto vistosi. Poi Simona lavorava, e non contare sul suo aiuto, che si sarebbe sicuramente rivelato provvidenziale come sempre, era già un bel grattacapo.


L’Arcadia era uno di quei tipici locali di periferia, che si modificava camaleonticamente ad ogni cambio di tendenza. Era stata una balera sul finire degli anni 70, una discoteca negli anni 80, poi cadde un po’ in declino, chiuse, riaprì, fu coinvolta nel giro delle estorsioni e data più volte alle fiamme, ma alla fine era sempre lì. E a nulla serviva che le varie gestioni che si susseguivano negli anni, le cambiassero il nome per apportare una ventata di novità, l’Arcadia era sempre l’Arcadia.
Tutte le vicessitudini alle quali era andata incontro nel corso degli anni, le conferivano, suo malgrado, un aspetto solenne, che nemmeno la nuova abbagliante insegna e le pennellate rosa pallido sulle pareti dell’entrata riuscivano a scalfire. Adesso era quasi a tempo pieno “sacrificata” alle attività dell’ateneo: corsi, stage, dibattiti, cine-forum, ma non mancava mai di dar alloggio alle attività più mondane, come la festa di quella sera.
- Ciao, senti, ho dimenticato l’invito, ma dentro ci deve essere Roberta, una mia amica, credo che sia tra gli organizzatori…-
- Roberta? Ma certo! Tutti siamo amici di Roberta, e se non lo siamo lo saremo presto…-
Il tipo sulla porta era una perfetta riproduzione di Gomes della famiglia Addams, con tanto di sigaro acceso che non levava dalla bocca nemmeno per parlare, cosa che a dire il vero gli conferiva un’aria più da gangster stile “C’era una volta in America” che da mostro.
- Dai tranquillo, entra pure che stasera non lo facciamo mica il pienone mi sa…-
L’ingresso era in penombra, illuminato solo da due grosse zucche poste in cima alle scale.
Luca cominciò a scenderle lentamente, un piede per volta, aggrappato al passamano, messo in difficoltà più dalla maschera, che limitava notevolmente il suo raggio visivo, che dalla penombra.
Già la musica arrivava forte alle sue orecchie, nonostante fosse a metà scalinata e l’impatto, quando mise piede nell’immensa sala, fu abbastanza fastidioso per i suoi timpani.
Anche qui era l’effetto penombra a far da padrone,dal momento che le uniche luci che giungevano nitide erano quelle del bancone del bar, ed in lontananza quelle degli strobo.
Si girò un po’ intorno alla ricerca di Roberta, ma si vergognava da matti a dover squadrare meticolosamente le ragazze mascherate, dal momento che sia l’oscurità, sia i più bizzarri travestimenti, rendevano assolutamente difficile risalire a qualsiasi viso umano.
Decise quindi di far una breve sosta al bar, che tra l’altro, essendo una delle zone più illuminate, gli consentiva di godere di una prospettiva migliore. Si fece largo tra mummie, zombie e vampiri e conquistò uno sgabello di fronte all’immenso bancone, ordinò un Southern Comfort liscio e si levò la maschera per bere.
- Ehi ciao! Che ci fai qui anche tu? –
Luca si voltò riconoscendo la voce ma non riuscendo ad abbinarle immediatamente un volto.
La ragazza cicciottella e saputella? E che ci fa qui…
- Ehi ciao…-
Ma che bisogno c’era di travestirsi da darkettona? Avrebbe fatto un gran figurone anche al naturale…
- Non pensavo fossi un tipo da feste del genere…-
Tu invece si? Ed io che credevo vivessi in un monolocale sull’attico della facoltà…
- Beh, a dire il vero mi ci hanno invitato…-
- Ah, ho capito tutto…ti ha invitato Roberta. La ragazza che cercavi oggi…-
Ah, allora sei intelligente sul serio…ma quello sguardo pietoso che mi rappresenta?
- Beh…si…-
- Comunque se ancora non l’hai vista, sta di là a ballare… Ma non credo possa riconoscerti per come sta combinata…ciao tesoro, ci si vede in facoltà…-

Luca mandò giù il Southern di getto, chiudendo d’istinto gli occhi e storcendo il muso in una smorfia tanto caratteristica da poterci mettere il copyright sopra. Poi da rituale, si passava entrambe le mani sul volto, ed i suoi pensieri, chissà perché, andavano sempre a pescare nei cunicoli della memoria, l’immagine di nonna Adele che gli infilava, senza fronzoli, il cucchiaio con la medicina amara in bocca, mentre lui era seduto sul lettone.
Tornò ad essere Michael Myers, e si diresse verso la pista dimenticando per un istante quanto potesse rivelarsi una sofferenza per lui, che già in un autobus entrava in panico claustrofibico, dover condividere con così tanta gente quei pochi angusti metri quadrati. Quasi al buio per giunta.
Eccola lì Roberta.
Una strega che si dimena su di un cubo come in un folle sabba, posseduta dall’intercedere ossessivo del ritmo della musica.
Non c’è tantissima gente a dire il vero, ma quella poca che si concede gli onori della disagevole pista centrale, lo fa con la consapevolezza, di chi sa di poter essere scambiata di li a poco per un ammasso di sardine. Luca si divincola tra cumuli di braccia sudate, gambe impazzite, seni straripanti, cercando di aprirsi un varco, spingendo quando lo si rende necessario, con la testa su per aria per non perdere di vista il “sentiero”. Si gira a chiedere scusa al mastodontico Frankenstein al quale ha pestato il piede, Roberta non è più sul cubo.
Si sente smarrito, come se dovesse soccombere da un istante all’altro all’ammasso di corpi che lo inghiottisce nella semioscurità.
Il respiro si fa affannoso. L’aria diventa pesante. Marcia. A tratti putrida.
Avverte qualcosa di non comune, per un istante, solo per un istante, breve quanto il passaggio del raggio di luce degli strobo che per un attimo sfreccia davanti ai suoi occhi. Poi lo assale una sensazione a pelle, una di quelle che ti dicono che è meglio se te la squagli, ed anche in fretta. Sgomita per sottrarsi alla folla, ma non riesce a sottrarsi alle sue sensazioni.
Il raggio di luce si riaffaccia dalle sue parti, giusto in tempo per capire che lo zombie che gli sta di lato ha un’aria troppo da zombie per non essere uno zombie. E che il morso che lo raggiunge sul collo, facendolo contorcere dolorosamente è vero, vero come il sangue che comincia lentamente a sgorgare. Troppo da vampiro per non essere un vampiro.
Luca si ritaglia a stento uno spazio al di fuori dell’inumano ammucchiamento informe che ristagna nella pista da ballo, si aggrappa ad uno sgabello, che barcolla al suo peso. Vorrebbe aggrapparsi alla vita invece, ma sente che ormai è andata.
Il quarto uomo ha alzato il cartello con il tempo di recupero sul due a zero per gli altri stavolta.
Non ce la può fare.
- Giovanotto, si sente bene? Secondo me a bisogno di uno dottore, sa? –
Luca cade a terra. Un pozzetto di sangue si forma sul pavimento intorno al suo viso.
L’uomo vestito bizzarramente, gli dà le spalle e si allontana avvinghiato alla streghetta Roberta.
Luca con l’occhio semiaperto riesce a scorgerne solo la coda da diavolo.
Troppo da diavolo per non essere il diavolo.